Il Governo Letta non era in grado
di risolvere i problemi dell’Italia. Occorreva cambiare. Sono stato un suo
oppositore fin dall’inizio, nessun rimpianto. Ma sono rimasto molto colpito dal
modo in cui il cambiamento è avvenuto. Una crisi di governo è stata aperta e
chiusa nella Direzione di un partito, mentre il Presidente del Consiglio
sfiduciato, già vicesegretario di quel partito, assisteva alla sua liquidazione
politica in televisione dal suo studio di Palazzo Chigi. Di più: Renzi ha
liquidato Letta senza nessuna spiegazione politica, sociale, economica,
personale. Se non quella che Alberto Asor Rosa ha definito “l’energizzazione
vitalistica del processo”: Renzi sarebbe cioè più “energico”, “vitale” e, come
si dice oggi, “veloce”, anzi “smart”, di Letta. Si potrebbe aggiungere: più
“spettacolare”. Ho guardato a Renzi, nei mesi scorsi, sperando di trovare in
lui quella libertà capace di scardinare le liturgie della vecchia nomenclatura.
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lunedì 17 febbraio 2014
mercoledì 18 dicembre 2013
Il ciclone Renzi e il fallimento di una classe dirigente
di Giorgio Pagano
Emanuele Macaluso, nel suo libro
dedicato a Togliatti “Comunisti e riformisti”, ricorda giustamente i meriti del
“comunismo riformista”, che ha svolto una grande opera nel consolidamento
democratico dell’Italia. Altrettanto giustamente Macaluso spiega la crisi del
Pci con la sua incapacità di tirare tutte le conseguenze della scelta
riformista e della “democrazia come valore universale”, rompendo radicalmente
con l’Urss e collocando il partito nell’alveo del socialismo europeo. L’intima
debolezza del “comunismo riformista” risiedeva infatti nel prevedere un
percorso democratico in Italia e nel legittimare nel contempo il regime
autoritario sovietico come frutto di una rivoluzione che aveva abolito la
divisione di classe.
giovedì 12 dicembre 2013
Più democrazia
di Luca Pagano
Un assetto di potere, quello
della cosiddetta seconda Repubblica, si sta sgretolando e nessun sistema
crolla senza contraccolpi dannosi. I mali atavici dell’Italia riemergono con
forza, l’ignavia della politica - quando non è zelante colpevolezza - fornisce
i giusti alibi. Torna l’evocazione del popolo, che scende in piazza senza
rivendicazioni precise né capacità di dialogo e proposta, indistinto e “buono”,
contrapponendosi ai “cattivi” della casta al potere. Peccato che il popolo e la
casta si rincorrano in quanto a vizi e corruzioni, in un perfetto gioco di
specchi. Torna il parlare alla pancia, al ventre molle del paese, pronto ad
inseguire il leader autoritario e decisionista di turno. Tornano le minacce
della mafia, la volontà di destabilizzare e cercare referenti in pezzi dello
Stato. Ma tornano anche, e soprattutto, gli spettri della povertà, della
rassegnazione, della paura.
lunedì 9 dicembre 2013
Primarie PD; un primo breve commento a caldo
di Sandro Bertagna
Forse occorrerà qualche giorno in più per una riflessione sui risultati del Congresso PD attuato con le primarie.
Ma già oggi i numeri parlano chiaro. Esito
previsto da tempo, con numeri che non mi
stupiscono ma che speravo un pò diversi.
Io ho votato Cuperlo e lo rifarei oggi senza
esitazione pensando al futuro degli italiani. Ma la prima cosa che in politica
occorre fare è intendere bene il messaggio politico che esce dall'elettorato
del PD. Contradditorio ed epidermico fin che si vuole, ma quel 68% dei voti a
sostegno di Renzi esprimono a loro modo una volontà di cambiamento e persino
una ribellione al PD che abbiamo conosciuto in questi ultimi anni.
Matteo Renzi ha proposto un'alternativa
all'esistente che c'era; Gianni Cuperlo un'altra, più profonda e di segno
diverso.
lunedì 18 novembre 2013
BIOETICA E FEDE: PREVALGA IL DIALOGO PER IL BENE COMUNE
Marcello Delfino
Forse può essere utile qualche
accenno al significato del termine “bioetica” per capire di cosa parliamo in
concreto ed avere così un quadro di riferimento più chiaro.
Bioetica, nel senso più vicino a
quello cui ci riferiamo oggi, è stato adoperato per la prima volta
dall'oncologo statunitense Van Rensselaer Potter, che lo utilizzò
nel 1970 in un articolo pubblicato sulla rivista dell'Università del
Wisconsin "Perspectives in Biology and Medicine" con il titolo
«Bioetica: la scienza della sopravvivenza».
martedì 29 ottobre 2013
Renzi, Burlando e il dibattito che non c'è
di Giorgio Pagano
Nelle scorse settimane le questioni riguardanti
l’indulto e l’amnistia sono state al centro del dibattito politico. A seguito
dell’invito alle Camere da parte del presidente Napolitano di valutare queste
ipotesi come mezzi per far fronte alla tragedia dell’invivibilità delle
carceri, Matteo Renzi si è subito smarcato. Secondo il sondaggio di Ixè per Agorà-Rai3,
le affermazioni di Renzi sono state condivise dal 69% degli italiani, mentre un
25% si è ritrovato nelle posizioni del Capo dello Stato. Questo esempio spiega
bene le ragioni del successo del Sindaco di Firenze. Emanuele Macaluso, su
Repubblica, ha commentato così: “Renzi ragiona per sondaggi, per puro calcolo
utilitaristico.
giovedì 29 agosto 2013
In risposta a Sandro Bertagna: essere avversi al governo non vuol dire essere avversi al PD
di Franco Bertini
Sandro Bertagna mi rivolge alcune critiche e alcune domande
nel suo articolo a commento dei miei e con toni piuttosto accesi. Mi scuso prima
di tutto per il ritardo della mia risposta, ma riapro solo ora il Blog dopo un
mese di agosto di lavoro per scadenze editoriali.
Vado dunque alle questioni in campo.
Non ho il piacere di conoscere Sandro Bertagna ma ne conosco
la storia e l’esperienza politica, per cui mi affretto subito a fugare un
sospetto che evidentemente le mie idee hanno provocato.
martedì 27 agosto 2013
RICOSTRUIRE UN NESSO TRA SINISTRA E LAVORO: PROPOSTE PER I CONGRESSI DI PD E SEL
di Giorgio Pagano
Il tema del lavoro è centrale per
la politica e per la sinistra. Ed è connesso al tema delle diseguaglianze
sociali. Alla radice della crisi ci sono infatti le diseguaglianze sociali e
ciò che esse hanno comportato: un arretramento grave nelle condizioni di lavoro,
nel livello di salari, stipendi e pensioni, nel ruolo che il lavoro ha nella
società. Il lavoro è stato frantumato e diviso, e ha pagato il prezzo
principale della crisi. 10 punti di Pil sono passati dalle retribuzioni e dalle
pensioni alle rendite a ai profitti: un’enormità.
Questa diseguaglianza sociale
esplosiva è la misura della perdita del potere del lavoro e della sua
conseguente privatizzazione/mercificazione. Una riduzione dei diritti che
ferisce non solo dal punto di vista economico: limita la dignità, spezza l’identità
della persona. Limita la libertà, la partecipazione, la democrazia. Rompe così il
nucleo di valori della nostra Costituzione.
lunedì 5 agosto 2013
UN CICLO E’ FINITO. ORA IL PD CELEBRI IL FUNERALE DELLE LARGHE INTESE
di Giorgio Pagano
La condanna di Berlusconi è
diventata definitiva, il crimine è stato accertato: l’ex Cavaliere ha frodato
il fisco, gli altri azionisti della sua azienda e il mercato, per costruirsi una
provvista di fondi neri da usare in un altro mercato, quello della politica. La
sentenza della Cassazione, arrivata nonostante l’impressionante sequela di
abusi costruiti dal premier Berlusconi per aiutare l’imputato Berlusconi,
illumina l’intero ventennio che abbiamo alle spalle: un periodo in cui la
politica italiana è stata influenzata e a lungo guidata da un leader fin
dall’inizio al centro di un pericoloso intreccio tra affarismo e politica.
mercoledì 31 luglio 2013
UNA RISPOSTA ED UNA DOMANDA AL PROF. BERTINI
di Sandro Bertagna
Siamo abituati a fare i conti con il
modo di ragionare e con le idee degli altri, anche quando sono
espresse con insulti e provocazioni francamente dure da digerire.
Se questi vengono da destra, pur
riflettendo, si rispediscono al mittente e si va oltre;..."non
ti curar di lor, ma guarda e passa."
Il mio atteggiamento cambia però
quando vengono da forze o persone dotate di spessore culturale e di
orientamento progressista. Personalmente non conosco il prof. Bertini
che gode però dell'amicizia e della stima di alcuni miei amici e
compagni. Di lui so che è un valido insegnante del Liceo Costa
nonchè autore di studi e pubblicazioni.
Abbiamo ricevuto da lui due articoli
entrambi pubblicati su questo blog. L'ultimo riguarda essenzialmente
il quadro politico attuale, gli assetti di governo dopo l'esito del
voto. Il primo invece contiene riflessioni, anche condivisibili, sul
nodo cruciale del rapporto tra lavoro e diritti -persino di rilevanza
costituzionale – concludendo con una nota allarmata sul "gravissimo
rischio" di una riforma della Costituzione.
Neppure l'antimafia è di sinistra? (Claudia Bertanza)
Dal 2010 ogni anno scendo a Palermo in occasione del 19 luglio, per partecipare alle celebrazioni in ricordo della strage di Via D'Amelio. E dal 2009 faccio parte del Movimento delle Agende Rosse, quelle che ogni tanto qualcuno definisce "comuniste". Ogni anno la 3 giorni palermitana dedicata al ricordo di Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Walter Cosina, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli e Agostino Catalano (spero perdonerete la lunghezza dell'elenco, non mi piace definirli "la scorta") è un momento non solo di commemorazione di eroi morti, ma anche un modo per stare vicino a coloro che ancora oggi combattono la mafia. I Magistrati di Palermo, che stanno conducendo un difficile processo che faccia finalmente luce sulla famosa "trattativa" occorsa tra la mafia e lo Stato, che cessò (così pare) dopo le stragi del 1993.
martedì 23 luglio 2013
Sui vizi retorici dell’attuale governo
di Franco Bertini
Chiunque si accosti, provando a ragionare, a quanto politicamente accade in questi
giorni, non può non accorgersi che questo governo utilizza banali
strumentazioni retoriche che sono, ahimè, il lascito del berlusconismo ai nuovi
berlusconiani (fra cui ormai purtroppo sembra di dover annoverare tutta la compagine PD di
governo). C’è uno strumento tipico della retorica che già Aristotele studiava
con cura, ed è quello pseudo ragionamento che si chiama “entimema”. Al di la
del termine ostile l’utilizzo dell’entimema è frequentissimo ed in esso ci
imbattiamo continuamente. Se io dico ad esempio: “E’ italiano, quindi ha buon
gusto”, esprimo in forma di ragionamento deduttivo quella che è in realtà una
argomentazione retorica, che ha cioè solo scopo persuasivo, non dimostrativo.
Infatti considero come dato certo la premessa del ragionamento (che gli
italiani abbiano buon gusto) e quindi traggo le conseguenti deduzioni. Le
pubblicità televisive e non usano con grande frequenza questo metodo
persuasivo, perché è indubitabilmente molto efficace, in quanto si fonda su
premesse che sono luoghi comuni e quindi sono anche di facile presa. Ma che
cosa sul piano logico non funziona in questo pseudo-ragionamento? Che la
premessa su cui si fonda è tutta da dimostrare.
martedì 9 luglio 2013
La questione FIAT e la sentenza della Consulta
di Franco Bertini
I recenti avvenimenti politico-sociali sono degni di qualche
commento. E’ il caso di ripercorrere insieme la sequenza micidiale di eventi che
ha in qualche modo avvelenato i pozzi della politica stantia di quello che ,
con felice intuizione, Marco Revelli chiama il governo delle due destre:
1) 3
luglio: con una sentenza limpida e indiscutibile, la Corte Costituzionale
boccia quella parte dell’art. 19 dello Statuto dei lavoratori (modificato nel
1995) che impedisce la rappresentanza sindacale nelle fabbriche a quei
sindacati che non hanno sottoscritto accordi contrattuali. Nello specifico l’articolo
era stato applicato alla lettera dalla FIAT nei confronti della FIOM.
2) 3
luglio: in serata la FIAT esprime la sua delusione in una nota, in cui spiega
che a questi punti è necessaria una legge per risolvere i dubbi che la sentenza
della corte lascia aperti in merito ai criteri di rappresentatività nelle
fabbriche.
3) 4
luglio: fa eco al comunicato FIAT il giuslavorista Pietro Ichino (ex PD, ora
Scelta civica) , da sempre amante della svolta FIAT di Pomigliano, in
un’intervista a Repubblica, in cui spiega, fra l’altro, che “un sistema di
relazioni industriali funziona se tra le parti contrapposte c’è una visione
comune almeno sugli obiettivi da raggiungere e i vincoli da rispettare”. Come
dire che i sindacati possono sì contrapposti all’azienda, è il loro mestiere
purtroppo, ma solo su questioni che non riguardano al gestione aziendale! Se
non fosse drammatico sarebbe tutto da ridere…
martedì 2 luglio 2013
La partecipazione non è solo un di più
di Luca Basile
La crisi del sistema politico che attraversa ormai da più di
un trentennio la vicenda italiana si profila innanzitutto come crisi di
legittimazione del sistema tradizionale della rappresentanza, dai grandi
soggetti collettivi pensati per svolgere un ruolo di sintesi e di
“organizzazione della democrazia” – i partiti – agli strumenti istituzionali
rivolti a favorire ed estendere la partecipazione. Del resto, la stessa scelta
dell’elezione diretta dei sindaci ed i suoi precipitati, se hanno favorito una
maggiore stabilità e funzionalità nel governo locale, tuttavia sono divenuti
possibili veicoli della diffusione di quella ideologia – che configura il
principale portato del lungo ciclo neoliberista – per cui la partecipazione
democratica e le forme di organizzazione collettiva delle domande sociali
costituirebbero un impaccio all’efficacia della decisione politica. Si tratta
oggi, invece, a cominciare proprio dal livello del governo del territorio, di
costruire le condizioni per il rilancio di adeguate forme partecipative nelle
scelte per il bene comune.
venerdì 28 giugno 2013
Quando la Sinistra fa come la Destra.
di Claudia Bertanza
Alle scorse elezioni amministrative, per la prima volta in
vita mia, non ho votato a Sinistra, dirigendo il mio voto su una Lista Civica.
L'ho fatto perché io, in questa “Sinistra” non mi riconosco più. Per anni tutti
noi che votavamo gli svariati partiti di Sinistra o sedicente tale, abbiamo
criticato pesantemente Silvio Berlusconi per le sue esternazioni.
Ci siamo indignati quando lui definì “coglioni” gli elettori
che non votavano per lui, ce lo ricordiamo? E ci ricordiamo di quando si
nascondeva dietro il “questo è un Governo eletto dal popolo”? O quando
delegittimava gli oppositori?
Vergogna, scandalo e vergogna, urlavamo.
Ora nella nostra città abbiamo un sindaco che si dice di
Sinistra e si barrica dietro il “mi avete votato, quindi vi deve andare bene
ogni decisione”, che categorizza i dissidenti come “quattro ambientalisti” o
come “solo residenti” (in riferimento alla protesta sulla Cernaia).
lunedì 3 giugno 2013
La Chiesa cambia.E la Sinistra?
di Giorgio Pagano
I funerali di don Gallo sono stati un fatto rilevante nella vicenda
della Chiesa italiana. E’ emerso come mai in passato -per la prima volta il Presidente
della Cei è stato zittito mentre era all’altare- il contrasto tra due modi
diversi di essere fedeli. Il Cardinal Bagnasco ha sbagliato a non capire
l’emozione che vibrava davanti a lui e a citare il Cardinal Siri senza
quell’atto di riparazione che il Gallo avrebbe meritato. Di fronte alla
contestazione ha fatto bene Lilli, storica collaboratrice del Gallo e anima
dietro le quinte della Comunità di San Benedetto al Porto, a parlare con parole
forti, le parole di don Gallo. Il suo messaggio è stato chiaro: il profetico
atto d’amore del Gallo per gli uomini non era contro la Chiesa titolare della
dottrina, che è la “nostra casa”. Subito dopo le parole di don Ciotti sono
state nette, quasi brutali nella loro diversità rispetto a quelle di Bagnasco,
ma anch’esse “per” e non “contro”: “Andrea ha testimoniato una Chiesa che non dimentica
la dottrina anche se non ha mai permesso che la dottrina diventasse più
importante dei più fragili, dei più deboli, degli ultimi”. E allora: “dentro i
gay, dentro le lesbiche, dentro i divorziati, perché la Chiesa è soprattutto
Misericordia”.
sabato 25 maggio 2013
La priorità deve essere l'occupazione giovanile
di Brando Benifei
In luglio a
Berlino si terrà un Consiglio straordinario dei Ministri del Lavoro dei paesi
UE per discutere dell'emergenza occupazione in Europa, vera piaga del nostro
tempo che non risparmia l'Italia. Gli ultimi dati Istat disponibili evidenziano
un peggioramento ulteriore della situazione italiana, con un incremento in
particolare rispetto all'anno passato dei giovani disoccupati e della più
generale categoria dei giovani inattivi, che non lavorano né studiano né
seguono un percorso di formazione professionale. I giovani in questa condizione
in Italia sono milioni e sono un problema più accentuato rispetto ad altri
paesi con percentuali di disoccupazione anche più elevata della nostra: in
Italia “l'esercito della rassegnazione” che, nel migliore dei casi, vive per
moltissimi anni delle pensioni dei nonni, degli aiuti dei genitori e di
espedienti vari è particolarmente ampio e non più limitato a zone marginali del
Paese, come nei decenni di maggiore sviluppo economico.
Alla ricerca della Sinistra perduta
di Giorgio Pagano
La sinistra italiana, che pure esprime Presidenza della Repubblica, del
Consiglio, di Camera e Senato, di tante commissioni parlamentari, in realtà non
è mai stata così debole: è al minimo storico nella sua capacità di influenza
politica e culturale. Il collasso della classe dirigente del Pd ha come
epicentro il mancato voto al suo fondatore da parte di 101 franchi tiratori: vale
a dire il ribaltamento della sua proposta elettorale e la “resa” al suo
avversario storico senza avere neppure il coraggio di dichiararlo. In questo
modo Berlusconi, nonostante la sconfitta, ha vinto il dopo elezioni, e il Pd
l’ha perso. La Grande Coalizione si regge su rapporti di forza non giustificati
dai numeri ma dalla politica del dopo voto, grazie ai quali Berlusconi impone
la sua agenda (vedi Imu) e lucra un crescente consenso elettorale, cercando nel
frattempo, con la campagna sullo “Statista”, di raggiungere la meta dell’impunità
nel giudizio degli italiani.
La sinistra e la tentazione di compiacere la tecnocrazia liberal
di Jonathan Marsella
Austerità,
rigorismo nei conti, flessibilità del lavoro. Questi sono stati e in parte sono
ancora – nonostante il ripensamento di molti, Francia in testa - gli
ingredienti fondamentali per essere considerati un “paese per bene” dalla
comunità internazionale e dagli osservatori finanziari, con la complicità di
mezzi di informazione che promuovono all’unanimità un dibattito politico ed
economico tutto incentrato sulla discontinuità con le vecchie politiche di
sperpero e di debito e con il costoso modello di welfare state alla europea per
come lo abbiamo conosciuto. Questo sistema di analisi e di commento rilascia
vere e proprie patenti di modernità ai governi e ai partiti che sanno
radicalmente convertirsi a questi principi e a queste dottrine marginalizzando,
soprattutto in Italia, le voci di dissenso che invece sono assai protagoniste
nel dibattito pubblico di altre democrazie occidentali, USA in primis.
venerdì 24 maggio 2013
In ricordo di Moro a 35 anni della sua scomparsa
di Marcello Delfino
E’ qualcosa di più di una sensazione, ciò per
cui riteniamo che, su quella che è stata la vicenda più tragica della nostra
repubblica, ci sia ancora molto di non detto, troppi angoli oscuri che ci
negano una verità che fino in fondo non conosciamo ancora. Basta,
d'altronde, scorrere l'ultima fatica
letteraria di Ferdinando Imposimato, storico giudice istruttore del caso Moro,
per avvalorare dubbi e misteri (“I 55 giorni che hanno cambiato l'Italia” -
Newton Compton Editori). Sarà certamente il tempo, come per ogni fatto della
storia, ad aiutarci a trovare, come auspicava Giovanni Moro, una verità storica
credibile capace di fugare suggestioni conseguenti a troppe domande senza
risposta.
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