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lunedì 17 febbraio 2014

TRA SHINING E IL PEGGIO DELLA PRIMA REPUBBLICA
di Giorgio Pagano



Il Governo Letta non era in grado di risolvere i problemi dell’Italia. Occorreva cambiare. Sono stato un suo oppositore fin dall’inizio, nessun rimpianto. Ma sono rimasto molto colpito dal modo in cui il cambiamento è avvenuto. Una crisi di governo è stata aperta e chiusa nella Direzione di un partito, mentre il Presidente del Consiglio sfiduciato, già vicesegretario di quel partito, assisteva alla sua liquidazione politica in televisione dal suo studio di Palazzo Chigi. Di più: Renzi ha liquidato Letta senza nessuna spiegazione politica, sociale, economica, personale. Se non quella che Alberto Asor Rosa ha definito “l’energizzazione vitalistica del processo”: Renzi sarebbe cioè più “energico”, “vitale” e, come si dice oggi, “veloce”, anzi “smart”, di Letta. Si potrebbe aggiungere: più “spettacolare”. Ho guardato a Renzi, nei mesi scorsi, sperando di trovare in lui quella libertà capace di scardinare le liturgie della vecchia nomenclatura.

mercoledì 18 dicembre 2013

Il ciclone Renzi e il fallimento di una classe dirigente
di Giorgio Pagano



Emanuele Macaluso, nel suo libro dedicato a Togliatti “Comunisti e riformisti”, ricorda giustamente i meriti del “comunismo riformista”, che ha svolto una grande opera nel consolidamento democratico dell’Italia. Altrettanto giustamente Macaluso spiega la crisi del Pci con la sua incapacità di tirare tutte le conseguenze della scelta riformista e della “democrazia come valore universale”, rompendo radicalmente con l’Urss e collocando il partito nell’alveo del socialismo europeo. L’intima debolezza del “comunismo riformista” risiedeva infatti nel prevedere un percorso democratico in Italia e nel legittimare nel contempo il regime autoritario sovietico come frutto di una rivoluzione che aveva abolito la divisione di classe.

giovedì 12 dicembre 2013

Più democrazia
di Luca Pagano



Un assetto di potere, quello della cosiddetta seconda Repubblica, si sta sgretolando e nessun sistema crolla senza contraccolpi dannosi. I mali atavici dell’Italia riemergono con forza, l’ignavia della politica - quando non è zelante colpevolezza - fornisce i giusti alibi. Torna l’evocazione del popolo, che scende in piazza senza rivendicazioni precise né capacità di dialogo e proposta, indistinto e “buono”, contrapponendosi ai “cattivi” della casta al potere. Peccato che il popolo e la casta si rincorrano in quanto a vizi e corruzioni, in un perfetto gioco di specchi. Torna il parlare alla pancia, al ventre molle del paese, pronto ad inseguire il leader autoritario e decisionista di turno. Tornano le minacce della mafia, la volontà di destabilizzare e cercare referenti in pezzi dello Stato. Ma tornano anche, e soprattutto, gli spettri della povertà, della rassegnazione, della paura.

lunedì 9 dicembre 2013

Primarie PD; un primo breve commento a caldo
di Sandro Bertagna


Forse occorrerà qualche giorno in più per una riflessione sui risultati del Congresso PD attuato con le primarie.
Ma già oggi i numeri parlano chiaro. Esito previsto da tempo,  con numeri che non mi stupiscono ma che speravo un pò diversi.
Io ho votato Cuperlo e lo rifarei oggi senza esitazione pensando al futuro degli italiani. Ma la prima cosa che in politica occorre fare è intendere bene il messaggio politico che esce dall'elettorato del PD. Contradditorio ed epidermico fin che si vuole, ma quel 68% dei voti a sostegno di Renzi esprimono a loro modo una volontà di cambiamento e persino una ribellione al PD che abbiamo conosciuto in questi ultimi anni.
Matteo Renzi ha proposto un'alternativa all'esistente che c'era; Gianni Cuperlo un'altra, più profonda e di segno diverso.

lunedì 18 novembre 2013

BIOETICA E FEDE: PREVALGA IL DIALOGO PER IL BENE COMUNE
Marcello Delfino



Forse può essere utile qualche accenno al significato del termine “bioetica” per capire di cosa parliamo in concreto ed avere così un quadro di riferimento più chiaro.
Bioetica, nel senso più vicino a quello cui ci riferiamo oggi, è stato adoperato per la prima volta dall'oncologo statunitense Van Rensselaer Potter, che lo utilizzò nel 1970 in un articolo pubblicato sulla rivista dell'Università del Wisconsin "Perspectives in Biology and Medicine" con il titolo «Bioetica: la scienza della sopravvivenza».

martedì 29 ottobre 2013

Renzi, Burlando e il dibattito che non c'è
di Giorgio Pagano




Nelle scorse settimane le questioni riguardanti l’indulto e l’amnistia sono state al centro del dibattito politico. A seguito dell’invito alle Camere da parte del presidente Napolitano di valutare queste ipotesi come mezzi per far fronte alla tragedia dell’invivibilità delle carceri, Matteo Renzi si è subito smarcato. Secondo il sondaggio di Ixè per Agorà-Rai3, le affermazioni di Renzi sono state condivise dal 69% degli italiani, mentre un 25% si è ritrovato nelle posizioni del Capo dello Stato. Questo esempio spiega bene le ragioni del successo del Sindaco di Firenze. Emanuele Macaluso, su Repubblica, ha commentato così: “Renzi ragiona per sondaggi, per puro calcolo utilitaristico.

giovedì 29 agosto 2013

In risposta a Sandro Bertagna: essere avversi al governo non vuol dire essere avversi al PD
di Franco Bertini



Sandro Bertagna mi rivolge alcune critiche e alcune domande nel suo articolo a commento dei miei e con toni piuttosto accesi. Mi scuso prima di tutto per il ritardo della mia risposta, ma riapro solo ora il Blog dopo un mese di agosto di lavoro per scadenze editoriali.
Vado dunque alle questioni in campo.
Non ho il piacere di conoscere Sandro Bertagna ma ne conosco la storia e l’esperienza politica, per cui mi affretto subito a fugare un sospetto che evidentemente le mie idee hanno provocato.

martedì 27 agosto 2013

RICOSTRUIRE UN NESSO TRA SINISTRA E LAVORO: PROPOSTE PER I CONGRESSI DI PD E SEL
di Giorgio Pagano



Il tema del lavoro è centrale per la politica e per la sinistra. Ed è connesso al tema delle diseguaglianze sociali. Alla radice della crisi ci sono infatti le diseguaglianze sociali e ciò che esse hanno comportato: un arretramento grave nelle condizioni di lavoro, nel livello di salari, stipendi e pensioni, nel ruolo che il lavoro ha nella società. Il lavoro è stato frantumato e diviso, e ha pagato il prezzo principale della crisi. 10 punti di Pil sono passati dalle retribuzioni e dalle pensioni alle rendite a ai profitti: un’enormità.
Questa diseguaglianza sociale esplosiva è la misura della perdita del potere del lavoro e della sua conseguente privatizzazione/mercificazione. Una riduzione dei diritti che ferisce non solo dal punto di vista economico: limita la dignità, spezza l’identità della persona. Limita la libertà, la partecipazione, la democrazia. Rompe così il nucleo di valori della nostra Costituzione.

lunedì 5 agosto 2013

UN CICLO E’ FINITO. ORA IL PD CELEBRI IL FUNERALE DELLE LARGHE INTESE
di Giorgio Pagano

La condanna di Berlusconi è diventata definitiva, il crimine è stato accertato: l’ex Cavaliere ha frodato il fisco, gli altri azionisti della sua azienda e il mercato, per costruirsi una provvista di fondi neri da usare in un altro mercato, quello della politica. La sentenza della Cassazione, arrivata nonostante l’impressionante sequela di abusi costruiti dal premier Berlusconi per aiutare l’imputato Berlusconi, illumina l’intero ventennio che abbiamo alle spalle: un periodo in cui la politica italiana è stata influenzata e a lungo guidata da un leader fin dall’inizio al centro di un pericoloso intreccio tra affarismo e politica.

mercoledì 31 luglio 2013

UNA RISPOSTA ED UNA DOMANDA AL PROF. BERTINI
di Sandro Bertagna

Siamo abituati a fare i conti con il modo di ragionare e con le idee degli altri, anche quando sono espresse con insulti e provocazioni francamente dure da digerire.
Se questi vengono da destra, pur riflettendo, si rispediscono al mittente e si va oltre;..."non ti curar di lor, ma guarda e passa."
Il mio atteggiamento cambia però quando vengono da forze o persone dotate di spessore culturale e di orientamento progressista. Personalmente non conosco il prof. Bertini che gode però dell'amicizia e della stima di alcuni miei amici e compagni. Di lui so che è un valido insegnante del Liceo Costa nonchè autore di studi e pubblicazioni.
Abbiamo ricevuto da lui due articoli entrambi pubblicati su questo blog. L'ultimo riguarda essenzialmente il quadro politico attuale, gli assetti di governo dopo l'esito del voto. Il primo invece contiene riflessioni, anche condivisibili, sul nodo cruciale del rapporto tra lavoro e diritti -persino di rilevanza costituzionale – concludendo con una nota allarmata sul "gravissimo rischio" di una riforma della Costituzione.

Neppure l'antimafia è di sinistra? (Claudia Bertanza)

Dal 2010 ogni anno scendo a Palermo in occasione del 19 luglio, per partecipare alle celebrazioni in ricordo della strage di Via D'Amelio. E dal 2009 faccio parte del Movimento delle Agende Rosse, quelle che ogni tanto qualcuno definisce "comuniste". Ogni anno la 3 giorni palermitana dedicata al ricordo di Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Walter Cosina, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli e Agostino Catalano (spero perdonerete la lunghezza dell'elenco, non mi piace definirli "la scorta") è un momento non solo di commemorazione di eroi morti, ma anche un modo per stare vicino a coloro che ancora oggi combattono la mafia. I Magistrati di Palermo, che stanno conducendo un difficile processo che faccia finalmente luce sulla famosa "trattativa" occorsa tra la mafia e lo Stato, che cessò (così pare) dopo le stragi del 1993.

martedì 23 luglio 2013

Sui vizi retorici dell’attuale governo
di Franco Bertini

Chiunque si accosti, provando a ragionare,  a quanto  politicamente accade in questi giorni, non può non accorgersi che questo governo utilizza banali strumentazioni retoriche che sono, ahimè, il lascito del berlusconismo ai nuovi berlusconiani (fra cui ormai purtroppo sembra di dover annoverare tutta la compagine PD di governo). C’è uno strumento tipico della retorica che già Aristotele studiava con cura, ed è quello pseudo ragionamento che si chiama “entimema”. Al di la del termine ostile l’utilizzo dell’entimema è frequentissimo ed in esso ci imbattiamo continuamente. Se io dico ad esempio: “E’ italiano, quindi ha buon gusto”, esprimo in forma di ragionamento deduttivo quella che è in realtà una argomentazione retorica, che ha cioè solo scopo persuasivo, non dimostrativo. Infatti considero come dato certo la premessa del ragionamento (che gli italiani abbiano buon gusto) e quindi traggo le conseguenti deduzioni. Le pubblicità televisive e non usano con grande frequenza questo metodo persuasivo, perché è indubitabilmente molto efficace, in quanto si fonda su premesse che sono luoghi comuni e quindi sono anche di facile presa. Ma che cosa sul piano logico non funziona in questo pseudo-ragionamento? Che la premessa su cui si fonda è tutta da dimostrare.

martedì 9 luglio 2013

La questione FIAT e la sentenza della Consulta
di Franco Bertini


I recenti avvenimenti politico-sociali sono degni di qualche commento. E’ il caso di ripercorrere insieme la sequenza micidiale di eventi che ha in qualche modo avvelenato i pozzi della politica stantia di quello che , con felice intuizione, Marco Revelli chiama il governo delle due destre:
1)      3 luglio: con una sentenza limpida e indiscutibile, la Corte Costituzionale boccia quella parte dell’art. 19 dello Statuto dei lavoratori (modificato nel 1995) che impedisce la rappresentanza sindacale nelle fabbriche a quei sindacati che non hanno sottoscritto accordi contrattuali. Nello specifico l’articolo era stato applicato alla lettera dalla FIAT nei confronti della FIOM.
2)      3 luglio: in serata la FIAT esprime la sua delusione in una nota, in cui spiega che a questi punti è necessaria una legge per risolvere i dubbi che la sentenza della corte lascia aperti in merito ai criteri di rappresentatività nelle fabbriche.
3)      4 luglio: fa eco al comunicato FIAT il giuslavorista Pietro Ichino (ex PD, ora Scelta civica) , da sempre amante della svolta FIAT di Pomigliano, in un’intervista a Repubblica, in cui spiega, fra l’altro, che “un sistema di relazioni industriali funziona se tra le parti contrapposte c’è una visione comune almeno sugli obiettivi da raggiungere e i vincoli da rispettare”. Come dire che i sindacati possono sì contrapposti all’azienda, è il loro mestiere purtroppo, ma solo su questioni che non riguardano al gestione aziendale! Se non fosse drammatico sarebbe tutto da ridere…

martedì 2 luglio 2013

La partecipazione non è solo un di più
di Luca Basile


La crisi del sistema politico che attraversa ormai da più di un trentennio la vicenda italiana si profila innanzitutto come crisi di legittimazione del sistema tradizionale della rappresentanza, dai grandi soggetti collettivi pensati per svolgere un ruolo di sintesi e di “organizzazione della democrazia” – i partiti – agli strumenti istituzionali rivolti a favorire ed estendere la partecipazione. Del resto, la stessa scelta dell’elezione diretta dei sindaci ed i suoi precipitati, se hanno favorito una maggiore stabilità e funzionalità nel governo locale, tuttavia sono divenuti possibili veicoli della diffusione di quella ideologia – che configura il principale portato del lungo ciclo neoliberista – per cui la partecipazione democratica e le forme di organizzazione collettiva delle domande sociali costituirebbero un impaccio all’efficacia della decisione politica. Si tratta oggi, invece, a cominciare proprio dal livello del governo del territorio, di costruire le condizioni per il rilancio di adeguate forme partecipative nelle scelte per il bene comune.

venerdì 28 giugno 2013

Quando la Sinistra fa come la Destra.
di Claudia Bertanza


Alle scorse elezioni amministrative, per la prima volta in vita mia, non ho votato a Sinistra, dirigendo il mio voto su una Lista Civica. L'ho fatto perché io, in questa “Sinistra” non mi riconosco più. Per anni tutti noi che votavamo gli svariati partiti di Sinistra o sedicente tale, abbiamo criticato pesantemente Silvio Berlusconi per le sue esternazioni.
Ci siamo indignati quando lui definì “coglioni” gli elettori che non votavano per lui, ce lo ricordiamo? E ci ricordiamo di quando si nascondeva dietro il “questo è un Governo eletto dal popolo”? O quando delegittimava gli oppositori?
Vergogna, scandalo e vergogna, urlavamo.
Ora nella nostra città abbiamo un sindaco che si dice di Sinistra e si barrica dietro il “mi avete votato, quindi vi deve andare bene ogni decisione”, che categorizza i dissidenti come “quattro ambientalisti” o come “solo residenti” (in riferimento alla protesta sulla Cernaia).

lunedì 3 giugno 2013

La Chiesa cambia.E la Sinistra?
di Giorgio Pagano

I funerali di don Gallo sono stati un fatto rilevante nella vicenda della Chiesa italiana. E’ emerso come mai in passato -per la prima volta il Presidente della Cei è stato zittito mentre era all’altare- il contrasto tra due modi diversi di essere fedeli. Il Cardinal Bagnasco ha sbagliato a non capire l’emozione che vibrava davanti a lui e a citare il Cardinal Siri senza quell’atto di riparazione che il Gallo avrebbe meritato. Di fronte alla contestazione ha fatto bene Lilli, storica collaboratrice del Gallo e anima dietro le quinte della Comunità di San Benedetto al Porto, a parlare con parole forti, le parole di don Gallo. Il suo messaggio è stato chiaro: il profetico atto d’amore del Gallo per gli uomini non era contro la Chiesa titolare della dottrina, che è la “nostra casa”. Subito dopo le parole di don Ciotti sono state nette, quasi brutali nella loro diversità rispetto a quelle di Bagnasco, ma anch’esse “per” e non “contro”: “Andrea ha testimoniato una Chiesa che non dimentica la dottrina anche se non ha mai permesso che la dottrina diventasse più importante dei più fragili, dei più deboli, degli ultimi”. E allora: “dentro i gay, dentro le lesbiche, dentro i divorziati, perché la Chiesa è soprattutto Misericordia”.

sabato 25 maggio 2013

La priorità deve essere l'occupazione giovanile
di Brando Benifei

In luglio a Berlino si terrà un Consiglio straordinario dei Ministri del Lavoro dei paesi UE per discutere dell'emergenza occupazione in Europa, vera piaga del nostro tempo che non risparmia l'Italia. Gli ultimi dati Istat disponibili evidenziano un peggioramento ulteriore della situazione italiana, con un incremento in particolare rispetto all'anno passato dei giovani disoccupati e della più generale categoria dei giovani inattivi, che non lavorano né studiano né seguono un percorso di formazione professionale. I giovani in questa condizione in Italia sono milioni e sono un problema più accentuato rispetto ad altri paesi con percentuali di disoccupazione anche più elevata della nostra: in Italia “l'esercito della rassegnazione” che, nel migliore dei casi, vive per moltissimi anni delle pensioni dei nonni, degli aiuti dei genitori e di espedienti vari è particolarmente ampio e non più limitato a zone marginali del Paese, come nei decenni di maggiore sviluppo economico.

Alla ricerca della Sinistra perduta
di Giorgio Pagano

La sinistra italiana, che pure esprime Presidenza della Repubblica, del Consiglio, di Camera e Senato, di tante commissioni parlamentari, in realtà non è mai stata così debole: è al minimo storico nella sua capacità di influenza politica e culturale. Il collasso della classe dirigente del Pd ha come epicentro il mancato voto al suo fondatore da parte di 101 franchi tiratori: vale a dire il ribaltamento della sua proposta elettorale e la “resa” al suo avversario storico senza avere neppure il coraggio di dichiararlo. In questo modo Berlusconi, nonostante la sconfitta, ha vinto il dopo elezioni, e il Pd l’ha perso. La Grande Coalizione si regge su rapporti di forza non giustificati dai numeri ma dalla politica del dopo voto, grazie ai quali Berlusconi impone la sua agenda (vedi Imu) e lucra un crescente consenso elettorale, cercando nel frattempo, con la campagna sullo “Statista”, di raggiungere la meta dell’impunità nel giudizio degli italiani.

La sinistra e la tentazione di compiacere la tecnocrazia liberal
di Jonathan Marsella


Austerità, rigorismo nei conti, flessibilità del lavoro. Questi sono stati e in parte sono ancora – nonostante il ripensamento di molti, Francia in testa - gli ingredienti fondamentali per essere considerati un “paese per bene” dalla comunità internazionale e dagli osservatori finanziari, con la complicità di mezzi di informazione che promuovono all’unanimità un dibattito politico ed economico tutto incentrato sulla discontinuità con le vecchie politiche di sperpero e di debito e con il costoso modello di welfare state alla europea per come lo abbiamo conosciuto. Questo sistema di analisi e di commento rilascia vere e proprie patenti di modernità ai governi e ai partiti che sanno radicalmente convertirsi a questi principi e a queste dottrine marginalizzando, soprattutto in Italia, le voci di dissenso che invece sono assai protagoniste nel dibattito pubblico di altre democrazie occidentali, USA in primis.

venerdì 24 maggio 2013

In ricordo di Moro a 35 anni della sua scomparsa
di Marcello Delfino

E’  qualcosa di più di una sensazione, ciò per cui riteniamo che, su quella che è stata la vicenda più tragica della nostra repubblica, ci sia ancora molto di non detto, troppi angoli oscuri che ci negano una verità che fino in fondo non conosciamo ancora. Basta, d'altronde,  scorrere l'ultima fatica letteraria di Ferdinando Imposimato, storico giudice istruttore del caso Moro, per avvalorare dubbi e misteri (“I 55 giorni che hanno cambiato l'Italia” - Newton Compton Editori). Sarà certamente il tempo, come per ogni fatto della storia, ad aiutarci a trovare, come auspicava Giovanni Moro, una verità storica credibile capace di fugare suggestioni conseguenti a troppe domande senza risposta.